Clandestine - Tre poete dimenticate.

15-07-2018 / 20-08-2018 - Nostre PRODUZIONI - 2018

orario: 20:00
dove: Le Cicale Operose

Evento ideato e progettato da Maristella (Le Cicale Operose).
Si approfondisce la vita e le opere di tre grandi poete "clandestine", ovvero rimaste nell'ombra, nonostante la loro grandezza.
Tre appuntamenti domenicali alle ore 20:00. 15 Luglio, 6 Agosto e 20 Agosto.
Letture, musica e cena accompagnano l'approfondimento.
Varrà la pena ascoltare e conoscere le loro altissime poesie.
Per il primo appuntamento (15 Luglio), il pianista jazz, Eugenio Corsaro, accompagnerà i versi della prima Poeta Clandestina, al secondo appuntamento avremo il contrabbassista jazz Nino Pellegrini e per il terzo il maestro fisarmonicista Massimo Signorini. Letture di Aldo Galeazzi.

Per la prima Poeta,
CATERINA SAVIANE: "Definita da Andrea Zanzotto “un movimento ciclonico incontenibile”, la nostra poeta, fragile e dissacrante creatura, ha attraversato il mondo come una meteora, come un segno di luce che riga il tempo e lo ferisce.
Su di lei ingrati silenzi, di troppi anni, ma è di diritto nella memoria letteraria. Per la sua parola poetica: geniale, eversiva, dolce e feroce, fragile e coraggiosa, incontenibile.
Nessuna possibile alleanza col mondo, nessun accordo con il pensare del suo tempo, ma creatura eccessiva, fatta per scandalizzare, in una sofferta coincidenza tra poesia e vita.
Creatura dissonante che non rispondeva e non corrispondeva alle richieste del mondo precostituito, da altri tutti uguali, e perciò “clandestina”. Creatura fuori luogo, nata troppo presto o, più probabilmente, troppo tardi.
Il suo sguardo e il suo talento l’avrebbero destinata ad essere scrittrice grande e di gran fama.
Ma una morte prematura, cercata o subita non ha molta importanza, ci ha privato di altre parole che lei fu: diverse, ribelli, vere, disperatamente vitali, desideranti, Socrate che fu allievo di Diotima avrebbe detto erotiche".

Per la seconda poeta (6 Agosto),
PIERA OPPEZZO: "LA POESIA DELL’AUTRICE DI STASERA, E’ STATO SCRITTO, E’ “UN’ESPERIENZA IMPERVIA, UN CAPOGIRO INTELLETTUALE, UN PIACERE RAFFINATO...”.
VOCE SOLITARIA DELLA POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA, SCHIVA, ORGOGLIOSA E DIMENTICATA. E’ STATA DEFINITA “UNA CARNOSA ASSENZA, UN ROTOLO, UN MESSAGGIO”.
IMPEGNATA POLITICAMENTE, HA MILITATO NELLA SINISTRA EXTRAPARLAMENTARE. FEMMINISTA, IL SUO FEMMINISMO NON DI MANIERA, ERA ARGOMENTATO E ATTIVO, ANCHE SE SPESSO VISSUTO IN VOLONTARIA SOLITUDINE.
E’ DIFFICILE PENETRARE IL MISTERO DELLA SUA CREATIVITA’ TANTO IMPERVIA E SOFFERTA.
LEGGENDO LE SUE POESIE CIO’ CHE SE NE TRAE E’ UN SENSO DI AFFLIZIONE COME RADICATO NELLA CARNE, INESTIRPABILE, COME UN’INCLINAZIONE CHE TROVA LA SUA RAGIONE PIU’ PROFONDA NEL SANGUE. MA E’ UNA DISPERAZIONE CHE SI FA UNIVERSALE E INVESTE IL TEMPO E LA VITA DI TUTTI.
DALLA SUA VITA E DALLE SUE OPERE EMERGE UNA INCAPACITA’, O, MEGLIO, UNA VOLONTA’, UNA DECISIONE DI NON ESSERE FELICE. QUALCUNO HA PARLATO DI QUESTA SOFFERENZA COME LA CIFRA DELLA SUA RICERCA POETICA, LA CONDIZIONE NECESSARIA E INSOSTITUIBILE DEL SUO ATTO CREATIVO. QUINDI UNA NON-FELICITA’ PERSEGUITA CON ACCANIMENTO, COME FONTE E MOLLA DI ISPIRAZIONE.
IN QUESTA CHIAVE LA NOSTRA POETA SI INSERISCE A PIENO TITOLO NEL SOLCO DI FINE XX SECOLO , LI’ DOVE LE GRANDI ILLUSIONI STANNO TRAMONTANDO, LA COMUNITA’ INTESA COME AGGREGATO E’ FINITA, E IL SOGGETTO
INDIVIDUALE ASSOLUTO FA IL SUO INGRESSO INARRESTABILE SUL PIANO DELLA STORIA.
CREATURA SOLA, INCAPACE DI VENIRE A CAPO DELLA PROPRIA INTERIORITA’ SOFFERENTE, CON UNA NECESSITA’ SPIRITUALE DELL’ALTRO, CHE NON TROVA APPIGLI NELLA REALTA’ SOCIALE CIRCOSTANTE, CHE USA LE PAROLE COME FILTRO A UN MONDO CHE NON E’ CAPACE A VIVERE, MA SUL QUALE POGGIA UNO SGUARDO CORAGGIOSO, ANALITICO E PENETRANTE, CHE DIVENTA PAROLA POETICA, NARRAZIONE".

Per la terza Poeta,
NADIA CAMPANA: "Enigmatica e sfuggente, le piaceva ascoltare i rumori della natura, camminare lungo il fiume, insegnare ai bambini. Aveva un volto tagliente e intenso, il corpo slanciato e snello. Aveva la delicatezza di una farfalla, fuggiva e ritornava con misteriose telefonate. Le piaceva fare la diva, seduttiva e apparentemente impietosa degli uomini. Cercava l’amore, sempre sbilanciata verso l’istinto. Disponibile all’offerta di sé, ma anche al raggelamento dell’interlocutore...”
La ricordano così le persone che l’hanno conosciuta, e gli amici che non si danno pace per non aver capito… per non aver saputo cogliere… per non averla saputo trattenere.
Poeta del contrasto, del nascondimento, votata al culto della poesia come assoluto, voce nuova e indipendente, inclassificabile, occorre restare fuori dalle categorie per capire, perché definire implica il concetto di definizione che in lei manca, e se manca è perchè lo rifiuta.
Si è aperta nella maniera più esposta e più feribile alla vita. Per lei la poesia è pratica ascetica e amorosa nello stesso tempo, la poesia inventa nuove vite con le parole, anzi già in sé è vita.
La ricerca è tutta dentro il linguaggio, dentro la parola, e presuppone l'autoesclusione, è questo il prezzo da pagare.
La voce di questa poeta è voce che sceglie, per niente rarefatta, sottomessa o dimessa, arriva ad esiti altissimi, è campitura alta.
Arriva un momento in cui il nostro io non compare più nella storia, ma è la storia che compare nell’io a forma di corpo che naturalmente si ammala per il dolore, e non ce la fa più a respirare. E allora bisogna restituire il respiro alle poete che si sono spese come sempre e più di sempre, inflessibili nel dono di se stesse e al tempo stesso terribilmente ritrose".






DATI GEOGRAFICI
Nazione: Italia
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Comune: Livorno